ANTROPOCENE

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With the site-specific installation The Clearest Way – realized in the Sala Barberini of the Vatican Library – Ruffo has managed to give form – as a physical object and in a material way through thousands of rolls of graph paper applied on canvas – to what moves within the soul of the librarian and the scholar. Ruffo presents a non-geographical map: that of desire. For the researcher, shelves are not repositories of books, but rather windows onto new horizons, a starting point for travel and exploration. Moving around a library means being continuously exposed to references of all kinds that arise from the books protruding from the shelves. Like the lush, plump forest of Ruffo.

«The history of man has always been central to my work, the Anthropocene is a theme that fascinates me, and to which I am focusing my latest works. Right in this period I am reading “The Human Planet: How We Created the Anthropocene” by Lewis and Maslin, and before that, I was seduced by Harari and his “Sapiens: A Brief History of Humankind”. Fortunately, the history of man is only a small fraction of the earth’s history. I would say that as a species we are the only one that has never lived in harmony with the natural space that surrounds us. Our selfishness has allowed us to use the environment to our liking, and the term Anthropocene is nothing more than another anthropocentric view of geological eras. We are causing the end of our species on this planet, but we certainly do not have the strength to cause the death of the planet itself which has forces so much greater than us that it will go on for another billion years».

Con l'installazione site-specific The Clearest Way - realizzata nella Sala Barberini della Biblioteca Apostolica Vaticana - Ruffo è riuscito a dare forma - come oggetto fisico e in modo materiale attraverso migliaia di rotoli di carta millimetrata incollati su tela - a ciò che muove l'anima del bibliotecario e dello studioso. Ruffo presenta una mappa non geografica: quella del desiderio. Per il ricercatore, gli scaffali non sono depositi di libri, ma finestre su nuovi orizzonti, un punto di partenza per viaggi ed esplorazioni. Muoversi in una biblioteca significa essere continuamente esposti a riferimenti di ogni genere che scaturiscono dai libri che sporgono dagli scaffali. Proprio come la rigogliosa foresta di Ruffo.

«La storia dell'uomo è sempre stata al centro del mio lavoro, l'Antropocene è un tema che mi affascina, e sul quale sto focalizzando i miei ultimi lavori. Proprio in questo periodo sto leggendo "The Human Planet: How We Created the Anthropocene" di Lewis e Maslin, e prima ancora, sono stato sedotto da Harari e dal suo "Sapiens: A Brief History of Humankind". Fortunatamente, la storia dell'uomo è solo una piccola frazione della storia della terra. Direi che come specie siamo gli unici che non hanno mai vissuto in armonia con lo spazio naturale che ci circonda. Il nostro egoismo ci ha permesso di utilizzare l'ambiente a nostro piacimento, e il termine Antropocene non è altro che un'altra visione antropocentrica delle ere geologiche. Stiamo causando la fine della nostra specie su questo pianeta, ma di certo non abbiamo la forza per causare la morte del pianeta stesso, che ha forze molto più grandi di noi e andrà avanti per un altro miliardo di anni».